Comune di Sant'Angelo di Piove di Sacco (PD)

150° Anniversario Unità d'Italia

Il Sindaco
17 MARZO 2011

una celebrazione, ma insieme una festa, quella che l’Amministrazione comunale organizza per onorare in modo adeguato i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Anche se arriviamo a questo appuntamento con la testa altrove, sovrastati dalle notizie che ci arrivano dalla Libia in fiamme e dal disastro del Giappone, per 24 ore, come ha voluto con sincera passione il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, chiunque abbia il privilegio della nostra cittadinanza potrà gioire. Gioire delle glorie del nostro passato, della felicità del nostro paesaggio, Alpi, pianura padana, Roma, mar Mediterraneo, degli assi dello sport, la bellezza degli artisti, fino alla vita quotidiana che tutto il mondo sogna, gli spaghetti, i pranzi familiari, un pullover che fa moda italiana anche se costa due euro, andare in bici su strade battute dagli eserciti dell’antichità, le chiese, le scuole, gli ospedali, gli stadi : un Paese unico e da amare. Essere italiani è spesso una fortuna che si percepisce solo passando la frontiera, quando schiudendo il passaporto sì è accolti da una simpatia rara: noi siamo a casa un po’ dovunque, vuoi per l’emigrazione, vuoi per la fama che i nostri pregi, il Rinascimento, e i nostri difetti, la mafia, ricevono da musei, film, università, spot tv.
Per secoli, pur parlata o scritta solo da esigue minoranze, la lingua italiana ci ha tenuto insieme, più dei confini, degli eserciti, della moneta, della fede. Siamo un popolo che si riconosce perché parla italiano e questo spiega tanto dell’agitazione della nostra politica, dei nostri organi di informazione, della nostra tendenza alla commedia, di cui siamo i maestri.
La festa di oggi ha portato in prima pagina la diplomazia di Cavour, il coraggio di Garibaldi, gli ideali di Mazzini, che sembravano relegati nei libri di scuola. Eppoi bisogna ricordare le generazioni di donne e uomini semplici che hanno reso l’Italia grande, un paese privo di risorse e chiuso tra Europa e Asia diventato grazie al loro lavoro, alla dedizione in famiglia, al genio dell’artigianato, leader nel mondo.
Festeggiando le nostre 150 candeline ricordiamo anche con umiltà e compassione quelle che rappresentano anni e scelte oscure dei nostri antenati, i giorni della dittatura, dell’Ingiustizia, della povertà. Non possiamo gloriarci al sole della nostra storia migliore e cancellare il buio.
Essere italiani vuoi dire riconoscere e farsi carico di ogni giorno del passato, la felicità del 25 aprile della Liberazione e del 2 giugno della Repubblica, come i giorni dell’odio: sempre la sofferenza infonde e genera saggezza.
Una giornata di gioia non cancella certo i problemi italiani. Li conosciamo bene e per oggi voglio saltare la lista, con una sola eccezione, la classe dirigente. Torni tutta a guidare il paese, politici, intellettuali, imprenditori, uomini delle istituzioni, guardando al bene comune, fermando con l’esempio la mediocrità, i giochi di potere che sabotano il merito, valorizzando le intelligenze, credendo nei giovani e nelle donne.
E’ nel mondo che la cara vecchia Italia si gioca il futuro e io non ho un solo dubbio che vincerà, per difficile che sia, e se saremo uniti supereremo questi momenti di grossa difficoltà.
Il coraggio, il duro lavoro, la fede, l’allegria sono virtù che non abbiamo dimenticato e che saranno vive nel nostro futuro.

ORGOGLIOSI QUINDI DI ESSERE ITALIANI, DICIAMO:
BUON COMPLEANNO AL PAESE PIU’ BELLO DEL MONDO.
EVVIVA  IL  TRICOLORE
VIVA I SANTANGIOLESI, VIVA IL VENETO, VIVA L’ITALIA UNITA.

17 marzo 2011